Bambina mia,
oggi è il tuo primo compleanno e, guardando le camelie in fiore ( sbocciate troppo presto) piango: ho paura che tu, in un lontano futuro, possa non poter più godere della natura che la nostra generazione sta distruggendo.

Le stagioni ormai stanno diventando sempre più indistinte, il natale negli ultimi anni ha perso la neve – che prima del 2000 scendeva abbondante anche in città!- e trovare ruscelli di montagna dall’acqua potabile è sempre più raro. Guarda questo disegno di Manfred Schmidt pubblicato su Signal nel 1940, in cui si paragona un terreno inaridito dall’attività scriteriata dell’uomo con un terreno fertile e coltivato nel rispetto della Natura: spero che in futuro l’umanità apra gli occhi e torni a coltivare la terra amandola, senza martoriarla. La globalizzazione sta uccidendo l’agricoltura locale: è necessario tornare a coltivare e consumare prodotti nazionali ne non d’importazione. Questo disegno aveva la funzione di spiegare i rischi collegati alla cattiva gestione delle risorse naturali e, anziché fungere da monito, si è mutato in una triste profezia. Purtroppo, dopo la seconda guerra mondiale, l’umanità ha scelto di attuare un’agricoltura capitalistica anziché un’agricoltura etica e locale nazionale, ed oggi ne paghiamo le amare conseguenze.

Vorrei che tra cinquant’anni la Natura possa essere rigogliosa e prospera come lo era 80 anni addietro, vorrei che le il luccichio delle trote nel lago continui a brillare sotto le onde e vorrei che le rondini nidifichino per sempre sotto ai tetti di pietra e terra cotta.
Da bambina io nuotavo nel lago senza paura dell’inquinamento, osservavo le rondini nidificare senza sapere che la cementificazione le facesse scomparire, mangiavo le anguille senza il timore che si stessero estinguendo e per me la neve in inverno era una garanzia.
Io spero che tu, e tutti gli altri bimbi nato nel terzo millennio, possiate godere di queste gioie anche in futuro: sta a tutti noi decidere.
Io, per i miei figli, desidero un futuro in cui l’amore per la propria terra, la Patria, e per la natura finalmente eclissi l’attuale sistema economico fondato sul capitalismo internazionale e lo sfruttamento scriteriato delle risorse.
Un abbraccio,
la tua mamma preoccupata.