Liliane Tami

8 marzo: niente auguri alle comuniste femministe. Ci hanno resi orfani degli Zar.

L’8 marzo non c’è nulla da festeggiare dal punto di vista storico: è la funesta data di morte del grandioso e secolare impero zarista in Russia. A San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, si è tenuto infatti un grande corteo guidato da donne comuniste il quale inaugurò formalmente la morte dello zarismo e l’entrata in scena del bolscevismo. I festeggiamenti di quel triste giorno furono svolti all’insegna della distruzione di ogni cosa bella ed opera d’arte riconducibile alla famiglia Romanov. Il materialismo comunista portò ad un’insensata guerra contro tutte le cose eleganti, raffinate e preziose in grado di elevare lo spirito della collettivà. I bolscevichi inferociti e ciechi di fronte alla cultura bruciarono le dimore dello zar Nicola II e della sua famiglia, distrussero statue, arazzi, opere d’arte, monumenti pubblici, quadri e qualsiasi cosa bella avesse a che fare col culto della bellezza e della più raffinata artigianalità. La rivoluzione comunista, che l’8 marzo è stata guidata dalle femmine scazzate ( aggettivo da interpretarsi letteralmente, mettendo evidenza la “s” privativa) ha provocato una situazione di caos, distrutto un paese economicamente stabile e portato alla guerra civile. Le donne, manifestando pubblicamente contro la famiglia degli Zar, rinnegando la maternità privata e i ruoli tradizionali, hanno reso la Russia orfana politicamente.

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Lo splendore dell’Hermitage. Alle femministe marxiste e materialiste fa schifo e ritengono di doverlo distruggere.

Oggi alle dolci e materne esponenti del gentil sesso, che amano la bellezza, che hanno sensibilità estetica e spirituale, che si prendono cura dei figli e dei mariti auguro di vivere un anno di gioia, armonia e serenità in nome dell’amore. Che la vostra cosa più preziosa, ossia la famiglia, possa essere bella, unita e secolare come quella dei Romanov!

Le vere femministe radicali, eredi del bolscevismo materialista e internazionalista hanno proprio rotto….le uova di Fabergé. ( Fabergè era stato un grande artista orafo e gioielliere alla corte degli Zar. Gli imperatori infatti erano grandi sostenitori di arte e cultura)

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Le bimbe della famiglia imperiale: le femministe bolsceviche sono state complici del loro massacro

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