Liliane Tami

Il nichilista trash ed il super-uomo elegante

Dal vestire di un uomo se ne evince l’approccio filosofico alla vita. Vi sono i nichilisti che, soffrendo d’ uno spleen e di una malinconia derivati dal fatto di non amare l’odierna società, si svegliano con fatica e desolazione tutte le mattine lamentandosi della vita. Essi tendono a trascurarsi indossando ridicole t-shirt, scarpe da tennis ( pur non essendo sportivi) e, peggio di tutto, partecipano all’imbruttimento del mondo lasciandosi crescere in disordine la barba.

Poi vi sono i super-uomini, quelli che, magari pur amando poco a loro volta l’attuale società, si svegliano con entusiasmo e che ogni giorno, prima d’uscire, si fanno la barba con militaresco rigore e che indossano la cravatta con orgoglio, oltre che con pertinenza alla giacca ed alla camicia portata. Come insegnano Gabriele d’Annunzio e Mishima, la cura del corpo e dell’estetica sono le prime caratteristiche tipiche dell’uomo che vuole vivere in modo combattivo, con forza grandezza.

Da un semplice dettaglio, come il gemello usato per chiudere la manica della camicia o lo strappo nel jeans, si evince il rapporto della persona col mondo, l’entusiasmo che nutre nei confronti della vita ed il suo grado di raffinatezza estetica. Il superuomo nietzscheano, inoltre, non è cristiano e giudica il suo prossimo dall’apparenza, solo che a differenza degli altri….lo ammette candidamente.

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sopra a sinistra, Gabriele d’Annunzio. Perfetto, elegante, entusiasta, eroico, super-uomo, soldato. La sua poesia segue la metrica e la rima.

Sopra a destra, Charles Bukowski. Barbone, trasandato, alcolista, sporco, nichilista, triste. la sua rima ha un verso libero e casuale.

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A sinistra, un uomo forte, virile e ben vestito. A destra, un uomo in t-shirt nichilista e jeans. Trasuda debolezza, animo infantile, inaffidabilità ed un temperamento molliccio e poco focoso.

l’OLTREUOMO, forte ed entusiasta che ama la vita e combatte per essa

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Arno Breker- Uomo ( nudo) in atteggiamento combattivo

Il Superuomo teorizzato da Nietzsche ne La Gaia Scienza, Die fröhliche Wissenschaft, pubblicato nel 1882 è dionisiaco, ama il mondo ed ama se stesso. In virtù di questo sano amor proprio egli è esteta e cura in ogni dettaglio il proprio vestire e disprezza le mode effimere adottate dalla masnada e dala mediocrità. L’übermensch nietzscheano è dionisiaco, perchè a differenza del cristiano ama il mondo materiale e vuole goderne appieno. Questa volontà di affermarsi con potenza nel mondo sensibile lo porta ad accettare totalmente la vita e ad arraffarne quante più esperienze possibili, in quanto dopo di essa Nietzsche afferma che non vi è la certezza dell’eternità dell’anima. Ne I discorsi di Zarathustra, parte prima, egli ci parla delle tre metamorfosi dello spirito che conducono l’uomo, da schiavo delle superstizioni che era, a Uomo Libero. Il primo stato dello spirito è quello del cammello, che lo rende simile ad un animale da carico timorato. Poi vi è lo stadio del leone, che è forte e combattivo e riesce a crearsi spazi di libertà, ma non riesce ancora a crearsi nuovi valori. L’ultimo stadio, quello dell’Uomo Libero, è caratterizzato dal fanciullo, che pone si al mondo con genuino vigore, entusiasmo ed innata creatività. Il fanciullino con l’entusiasmo giocoso che lo caratterizza riesce a sublimare nelle sue azioni la forza del leone con la potenza creatrice degli Dei, ed è ciò che lo rende così grande, così Libero. Come afferma Nitezsche, “ è santo il suo dire sì”: egli è superiore al leone perchè accetta la vita e non la combatte, bensì ci gioca, come se fosse una ruota che gira su se stessa, con innocente sensualità e gioia.

IL NICHILISTA, DEBOLE E VIZIOSO si lascia morire di spleen, vizi e tristezza

Il nichilista è stato identificato dal nazionalsocialismo nella figura dell’ebreo piagnucolante e, infatti, il regime nel 1933 ha fatto bruciare i libri che tendevano a glorificare questa disprezzabile figura caratterizzata da debolezza e viziosità. Il nichilista, come afferma l’autore russo ottocentesco Michail Katkov è «colui che non crede a nulla», ed è rappresentato alla perfezione dagli immondi quadri del problematico Egon Schiele e dai testi ripugnanti del malaticcio Franz Kafka. Il nichilismo nasce in Russia, ma anche nella decadente e vile poesia dei francesi Rimbaud e Verlaine se ne trovano degli stralci. Purtroppo, dal 1945, questi rari esempi di anti-eroi, sofferenti, alcolizzati, tristi ed infelici hanno iniziato a divenire sempre più di moda e ad invadere il mondo della letteratura, eliminando i protagonisti forti, eroici, integri ed entusiasti. Purtroppo, l’anti-eroe nichilista è l’uomo che meglio si inserisce in un contesto democratico ed iperconsumista, perchè non ha valori eroici grandiosi con cui ravvivare una vita mediocre resa tollerabile dalle merci offerte a poco prezzo dal sistema capitalistico.

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Egon Schiele

La grande ipocrisia del post-moderno, pensando ad autori di poesie come Charles Bukowski e ad artisti come Marina Abramovic, è quella di avert fatto ingiustamente assurgere al rango di eroe quelli che, di fatto, sono dei deboli anti-eroi succubi dei loro timori, dei loro vizi e delle loro malattie mentali e fisiche. L’Idea dell’übermensch nietzscheano, agli antipodi di ogni forma di letteratura che elogia l’auto-commiserazione e l’auto-distruzione, ha il compito di insegnare all’uomo ad amare la vita e confrontarsi con essa con forza, coraggio e vitalità.