Il femminismo è una piaga che sta distruggendo la donna, costringendola a lavorare in azienda anziché servire la famiglia in casa. Oggi, in Italia, una coppia eterosessuale con due stipendi da 1200 € non può fare figli. LA FAMIGLIA È UN DIRITTO, NON UN LUSSO.
A Milano, l’8 marzo 2017, le femministe hanno protestato in modo brutale sollevandosi la gonna e mostrandosi ignude ai passanti. È ancora misterioso l’obbiettivo che hanno tentato di perseguire mediante tale ed aberrante elogio della pornografia. Questa vergognosa manifestazione rappresenta la libertà di umiliarsi, la libertà di autodistruggersi, la licenziosità che secondo Platone porta all’estinzione di una comunità. Come dicevano gli antichi greci, la degenerazione della democrazia, causata dalla troppa libertà, porta all’oclocrazia, ossia la tirannia dei vili plebei.

Per fortuna alcune ragazze hanno dato voce a quelle migliaia di donne che , con discrezione ed umiltà, ancora hanno a cuore la propria identità femminile!
Queste giovani eleganti, dai modi gentili ed educati, con il gruppo Generazione Identitaria, hanno invece preso parte ad una silenziosa e pacifica protesta contro al sistema che sta cercando di distruggere la figura femminile, rendendola mascolina, sterile e priva di istinto materno.

Le virtù femminili che il femminismo uccide
Virginia Woolf, nei suoi Saggi scritti tra il 1904-1941, ha inaugurato ufficialmente l’era della femministe post-moderne, scrivendo una poesia in cui uccide la donna angelo del focolare tanto caro alle europee. In questo triste testo ella narra che l’idea della donna materna le era appresso mentre scriveva, sconcentrandola dalle sue ambizioni professionali. La Woolf, nemica dell’amore, della nobiltà d’animo e della bellezza, scrive:
“La donna angelo del focolare era infinitamente comprensiva.
Era estremamente seducente.
Era assolutamente altruista.
Eccelleva nelle difficili arti del vivere familiare.
Si sacrificava quotidianamente.
Se c’era il pollo, lei prendeva l’ala; se c’era uno spiffero, ci si sedeva davanti lei; insomma era fatta in modo da non avere mai un pensiero, mai un desiderio per sè, ma preferiva sempre capire e compatire i pensieri e i desideri degli altri.
E sopratutto ( non occorre dirlo ) era pudica.
Il pudore era ritenuto la sua bellezza più grande, i suoi rossori il suo più bell’ornamento.
L’ombra delle sue ali cadeva sulle mie pagine; sentivo nella stanza il fruscio delle sue gonne. E la uccisi”
Virginia Woolf
Ogni donna innamorata sa quanto sia bello vivere per donare amore, senza nemmeno darlo a vedersi. Quante volte noi donne, avendo finito la carne in casa, fingiamo il mal di pancia per lasciare la bistecca al marito, quante volte preferiamo annullare una serata importante con gli amici per assisterlo mentre è stanco, quante volte ci sacrifichiamo i pomeriggi liberi per stirargli le camicie e lucidargli gli stivali… Secondo me, una donna che non prova piacere a fare i lavori domestici, ad essere paziente, comprensiva e dedita all’uomo che ha scelto come amico, consorte e camerata o è snaturata o, semplicemente, non è davvero innamorata. Una donna vera e coerente coi propri sentimenti ambisce innanzitutto a far felici coloro che ama, e nulla la può soddisfare di più se non vedere i propri bambini crescere felici, sereni, forti e vigorosi, divenendo a loro volta adulti buoni, gentili, idealisti ed altruisti come l’uomo che ha scelto come camerata sino alla morte. Come si legge nel mesto testo di Virginia Woolf, il femminismo non è che il crudele ideale individualista applicato alla vita quotidiana della donna. La mamma che non ha l’istinto di lasciare la parte più carnosa del pollo ai figli ed a suo marito è quella che ama sperperare i soldi dell’oikos per andare a fare shopping, è quella che lascia i figli alla baby-sitter per andare a ballare in discoteca, è quella che paga un’altra donna per occuparsi della casa mentre lei va a tradire il marito. Oggi, purtroppo, vedendo i modelli proposti dalla televisione ed i cantanti famosi, sembra che la società faccia apposta ad insegnare l’egoismo femminile e l’individualismo. Le fiabe germaniche, come Biancaneve, Cenerentola e così via venivano raccontate dai genitori durante al freddo mese invernale di fronte alla lanterna di Yule ai piccini, per insegnare loro a credere a quell’amore eterno in grado di redimere da tutti i mali del mondo. Oggi i bambini sono invece abbandonati davanti alle play-station, ed invece che diventare grandi ascoltando come il cavaliere Parzival abbia potuto trovare il Santo Graal grazie all’amore condiviso con la bella Kondwiramur, crescono guardando tristi telefilm in cui l’unica ambizione degli uomini e delle donne è far carriera professionale e divertirsi nei modi più deleteri.
Druck, farbig nach eine Gemlde von Wolfgang Willrich, 1897 – Systematik: Geschichte / Deutschland / 20. Jh. / NS-Zeit / Kulturpolitik / Bildende Knste / allgemein


