Il mondo degli superyacht è affascinante. Dagli eleganti motoscafi in legno apprezzatti da Brigitte Bardot ai superyacht (40metri) ecco alcune informazioni relative il mercato delle imbarcazioni e come orientarsi per un eventuale acquisto.
In questa intervista a Fabrizio Rebolia, mediatore marittimo, si parla del mondo delle imbarcazioni di lusso e delle nuove tendenze di mercato. Rebolia, forte della sua rete di contatti e la sua capacità di giudizio – elemento fondamentale per ogni buon broker- conosce i migliori cantieri navali del mondo e ha firmato articoli per le più prestigiose riviste del settore. Il suo approccio al mondo degli yacht è caratterizzato da una forte sensibilità umanistica e storica per le barche da diporto, vere e proprie opere d’arte e di tecnica. Rebolia non è, però, solo un esteta. Nel suo patrimonio genetico vi è un retaggio tirolese, dato dal nonno che possedeva un maso nel cuore delle alpi, che ancor oggi infonde in lui razionalità e senso pratico. Se da un lato il mondo delle imbarcazioni può inlanguidire il cuore dei poeti o peggio, corrompere la razionalità architettonica dei designers a scapito della funzionalità, Rebolia è sempre attento, nel valutare una nave, alla sua funzionalità.
Veniamo subito al sodo: chi desidera comprare uno yacht grande ( oltre i 25 metri) o un superyacht (oltre i 40 metri) di che elementi deve tenere presente?
Chi si avvicina per la prima volta al mondo delle imbarcazioni deve tenere in considerazione innanzitutto un elemento importante, che però sempre più spesso viene trascurato: le barche servono per solcare i mari, e il loro compito è quello di riportare le persone IN PORTO sane e salve. Punto cardinale nel mio lavoro è quello di valutare quindi la sicurezza del natante. Le mode odierne, che portano i proprietari delle navi a volerle personalizzare il più possibile, sono a volte pericolose e non funzionali. Va bene avere la piscina interna, la cantina per i vini, la palestra e tutte le amenities che oggi chiede il mercato, ma uno yacht che si sviluppa eccessivamente in verticale avendo un baricentro troppo alto smarrisce la sua stabilità e in caso di tempesta non è sicuro. Sebbene l’equipaggio possa essere formato in modo impeccabile nulla si può fare contro ai peccati di vanità…

immagine tratta all’account instagram di Simbol Yachting
Gentile Rebolia, ci parli di lei: come ha iniziato ad appassionarsi di imbarcazioni?
Il mondo delle imbarcazioni mi ha sempre affascinato: vivevo a Genova e da ragazzino andavo al porto, presso ai varchi doganali, per vedere le grandi navi. Il mio vicino di casa disegnava le navi ed io, che a quei tempi avevo 14anni, ne ero affascinato. Lui possedeva delle riviste nautiche e me le passava: così, tra i 14 e i 18 anni, mi leggevo fino a 3-4 riviste nautiche a settimana. In seguito sono però andato a studiare economia e commercio presso l’università di Genova divenendo commercialista a Como. Con la bolla dei titoli subrime del 2008 ho capito l’importanza della diversificazione ed ho deciso di seguire un master in import-export a Milano, della durata di sei mesi, perché desideravo aiutare le aziende in un periodo di crisi. Nel corso di questa nuova formazione, fortemente orientata alla pratica, ho avuto come tutor il direttore export di un’azienda di vernici che lavora per importanti marchi navali come Azimut, Ferretti Group ed altri, e grazie al mio contributo ho avvicinato questa azienda alla Turchia, paese molto importante per ciò che riguarda la produzione di grandi navi. In seguito la passione per le imbarcazioni mi ha portato a intraprendere una formazione specifica come broker di yacht.
Lungo 99 metri, lo yacht “Cristina O” di Aristotele Onassis ha 17 cabine, una sala da pranzo capace di ospitare fino a 40 persone e una piscina . Grazie all’attuale proprietario si può prendere in affitto anche per vacanze, molto speciali, sul mare.
Cosa pensa delle imbarcazioni vintage?
Vendere barche usate è complesso. Un broker serio deve capire le esigenze del cliente e scegliere la massima qualità col budget disponibile. Le barche inoltre sono molto soggette alle mode, quindi bisogna saper cogliere i pezzi migliori a prescindere dalle customizzazioni del momento. L’ultimo vero costruttore di navi italiano è stato Marco Camuffo, che realizzava gli Stradivari del mare in legno. Le sue barche erano belle e solide, ed erano fatte per riportare le persone a casa, oltre che possedere un’eleganza impareggiabile. Personalmente ritengo gli yacht del passato di una bellezza e di una marinità superiore rispetto alla maggior parte delle imbarcazioni attualmente prodotte.

Pilar- elegante imbarcazione vintage http://www.aspronadi.com/author/fabrizio-rebolia/
A volte capita che un cliente voglia personalizzare in modo assurdo un’imbarcazione….
Il mercato odierno sta andando sempre più verso ad una dimensione in cui la funzionalità dello yacht sembra soccombere al design: gli acquirenti , che spesso sono persone facoltose ma che non hanno una formazione in ambito navale, pretendono di avere navi simili a case, alte e con finestre molto grandi. Queste navi, simili ad estensioni delle loro ville sul mare, non sempre risultano sicure: le barche basse e con oblò piccoli sono indubbiamente più resistenti al carattere imprevedibile del mare. Qualche tempo fa, in pieno oceano atlantico, una nave di un importante cantiere italiano è stata vittima di un brutto incidente, causato da un’ avaria al sistema di chiusura di una paratia mobile, così come esidono le mode del momento. Questa struttura non convenzionale, atta a soddisfare una moda momentanea, si è rivelata non solo poco funzionale, ma anche dannosa. A causa di un guasto la paratia si è bloccata in posizione aperta e le onde, evidentemente, hanno cominciato ad entrare nella barca. Le mode, causate dal fatto che ormai il consumatore è sovrano, sono indice di stoltezza… I cantieri non dovrebbero sempre assecondare le richieste assurde dei committenti.
Ci parli del mercato delle imbarcazioni.
Il mercato delle imbarcazioni fino a 20 metri è in un buon momento, dopo LA pandemia le persone sono motivate a comprare una barca. I cantieri che producono super yacht per i miliardari, quelli ad esempio con la superficie di appontaggio per l’elicottero sono in difficoltà perché il 30%-40% di questa nicchia apparteneva ai Russi, che ora sono bloccati a causa della guerra. Ovviamente anche il mercato delle imbarcazioni è soggetto alla geopolitica! A causa del Covid la richiesta di grandi barche è cresciuta. Ad inizio 2022 vi è stato un aumento del 30% del prezzo delle imbarcazioni oltre i 10 metri e la domanda ha superato l’offerta, anche a causa della penuria materie prime. L’aumento dei costi dei materiali dell’autunno 2021 ha messo gli armatori in difficoltà. La fibra di carbonio che veniva dalla Cina non arrivava più, i componenti elettronici come i Chip, provenienti da Taiwan, erano spesso irreperibili. L’Italia è il primo esportatore al mondo di superyachts, nonché leader internazionale nella produzione: i nostri cantieri affacciati sul mediterraneo producono circa il 40% delle imbarcazioni sopra i 40 metri di tutto il mondo. Vengono comprati da russi, sauditi, cittadini Usa e, sempre più spesso, dai cinesi. I sauditi e l’estremo oriente sono circa il 20%. I russi, gli europei e gli americani coprono l’80% del mercato. Molte fabbriche italiane, tra Viareggio, Livorno e la Spezia, hanno risentito in modo negativo della crisi. Gli ordini di imbarcazioni di livello basso e intermedio sono aumentati, ma dopo la ripresa di inizio 2022 le richieste di imbarcazioni grandi sono già diminuite. I cantieri italiani soffrono e il fatto che i cittadini russi facoltosi non si rivolgano più a noi per farsi costruire le navi li mette in grandi difficoltà. E’ accaduto che certi committenti di grandi navi, a metà del processo di costruzione, abbiano deciso di DAR TERMINE al contratto per motivi legati alla guerra… trattandosi di investimenti molto grandi per i produttori significa a volte rischiare addirittura la bancarotta.

Lei viaggia molto per lavoro?
Si, devo viaggiare molto per poter conoscere gli armatori, le fabbriche e ampliare la mia rete di contatti nel settore. Come broker devo essere sempre aggiornato sulle novità presenti sul mercato; pertanto partecipare ai saloni nautici è per me importantissimo. Per le navi sotto i 40 metri è fondamentale partecipare al salone di Cannes. Per i mega yacht vado regolarmente ai saloni di Monte Carlo e Miami. Per il mercato svizzero è interessante l’Interboot sul lago di Costanza, in cui vengono presentate le imbarcazioni entro i 30 metri atte a solcare laghi e fiumi. Molto interessante per il mercato continentale è anche il salone nautico internazionale di Düsseldorf
Si sta assistendo, anche in ambito nautico, ad un crescente interesse per i motori elettrici ed ibridi. Ce ne parli.
Sempre di più i grandi cantieri pongono attenzione all’ecosostenibilità. Sono soprattutto i miliardari che desiderano megayacht aventi questa tipologia di motori. Gli yacht di medie dimensioni, che consumano 200 litri all’ora per sguazzare da una baia all’altra, non sono molto sostenibili dal punto di vista ecologico… I paesi più all’avanguardia per ciò che riguarda i motori green sono la Norvegia e la Svezia. In Austria, ad esempio, sui laghi sono vietati i motori endodermici e sempre più persone sono sensibili al tema ecologico anche nella scelta di un semplice motoscafo. La Frauscher azienda austriaca, è una delle aziende più coinvolte sotto questo punto di vista.

a bordo della Taransay, della Rossinavi
Se dovesse comprare adesso un’imbarcazione per cosa opterebbe?
facile da condurre che richiede un equipaggio non troppo grande. Inoltre la vorrei con un motore ibrido o elettrico. Il piacere più bello? Godersi la navigazione in tranquillità e sicurezza, senza la spasmodica ricerca della velocità che oggi va tanto di moda.
Liliane Tami
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Brigitte Bardot sull’elegante motoscafo Riva
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Imbarcazione da diporto della Azimut





